Ozonoterapia:
Scienza e Fondamenti Medici
L'Ossigeno-Ozonoterapia è una pratica medica che sfrutta le proprietà biochimiche di una miscela gassosa composta da ossigeno e ozono per scopi terapeutici. Presso questo studio, la Dott.ssa Zanin, professionista formata presso la NUOVA FIO, opera all'interno della rete di medici della società scientifica seguendo rigorosi standard clinici.
Quadro Normativo e Linee Guida
I trattamenti vengono eseguiti in piena conformità con le Linee Guida e Buone Pratiche in Ossigeno-Ozonoterapia (www.lineeguidaozono.it) ratificate a Roma il 3 febbraio 2018 (Consensus Conference) e depositate presso il Ministero della Salute Italiano dalla Federazione Italiana di Ossigeno-Ozonoterapia (NUOVA FIO).
Che cos'è l'Ozono?
L'ozono è una forma allotropica dell’ossigeno. Si tratta di un gas naturale dall'odore caratteristico (dal greco òzein, "emanare odore"), identificato per la prima volta nel 1840 presso l'Università di Basilea.
In natura, l'ozono riveste un ruolo vitale per l'ecosistema:
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Schermo atmosferico: Presente nella stratosfera, assorbe la maggior parte delle radiazioni ultraviolette solari (UVB e UVC), proteggendo la vita sulla Terra.
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Ciclo naturale: Si forma attraverso l'azione dei raggi solari o delle scariche elettriche atmosferiche (come i fulmini), che scindono le molecole di ossigeno in atomi singoli, i quali si riaggregano poi in triossigeno .
Caratteristiche Chimico-Fisiche
A differenza dell'ossigeno molecolare, l'ozono presenta una solubilità in acqua circa 10 volte superiore. È un agente ossidante estremamente potente, caratteristica che ne determina l'alta reattività biologica.
Sebbene ad altissime concentrazioni l'ozono possa risultare irritante (specialmente in contesti di inquinamento urbano dove interagisce con ossidi di azoto e monossido di carbonio), in ambito medico si applica il principio della Ozormesi.
Il Principio della Ozormesi
L'ozonoterapia si basa sulla relazione dose-risposta definita ormesi:
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Basse dosi: Stimolano i processi biologici riparativi e potenziano le difese antiossidanti dell'organismo.
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Alte dosi: Possono risultare inibitorie o tossiche.
Il protocollo medico utilizza esclusivamente dosaggi terapeutici controllati che innescano reazioni biologiche benefiche senza superare la soglia di tollerabilità cellulare.
Cenni Storici e Diffusione
L'impiego terapeutico dell'ozono vanta oltre un secolo di storia:
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Origini: Le prime applicazioni risalgono alla fine dell'800; già durante la Prima Guerra Mondiale veniva utilizzato con successo per il trattamento delle ferite infette.
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Evoluzione: Nel 1954 furono pubblicati i primi studi sull'autoemoinfusione ozonizzata in Germania, aprendo la strada alle moderne vie di somministrazione.
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Oggi: In Italia, l'ozonoterapia è una metodica consolidata, praticata da oltre 1.200 medici iscritti alle società scientifiche di riferimento e regolamentata da protocolli nazionali ed europei.
MECCANISMO D'AZIONE E BENEFICI DELL'OZONOTERAPIA
L’ossigeno-ozonoterapia non è semplicemente una somministrazione di gas, ma un potente biostimolatore che attiva le risposte naturali del nostro organismo. La ricerca scientifica internazionale ha ampiamente documentato come questa metodica agisca a livello cellulare per contrastare l'infiammazione e lo stress ossidativo.
Come funziona: Il principio della "Bio-Ossidazione Controllata"
Quando la miscela di ossigeno e ozono entra in contatto con i liquidi biologici, genera una serie di "messaggeri" (come i ROS e i LOPs). A basse dosi terapeutiche, questi messaggeri innescano una reazione benefica chiamata Ozormesi:
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Attivazione delle Difese: Lo stress ossidativo "positivo" e transitorio stimola la proteina Nrf2, una sorta di "interruttore generale" che attiva oltre 250 geni protettivi.
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Risposta Antiossidante: L'organismo reagisce producendo enzimi naturali (come il glutatione e la superossido dismutasi) che eliminano i radicali liberi, responsabili dell'invecchiamento cellulare e delle malattie croniche.
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Spegnimento dell'Infiammazione: La terapia riduce la produzione di citochine pro-infiammatorie e inibisce complessi proteici (come l'infiammasoma NLRP3) che alimentano il dolore e il danno ai tessuti.
I Principali Benefici Clinici
L'integrazione della ricerca scientifica (inclusi gli studi del Prof. Lamberto Ré e i recenti approfondimenti universitari) permette di riconoscere alla terapia numerosi vantaggi:
1. Azione Antinfiammatoria e Antiedemigena
Riduce il gonfiore e l'infiammazione sia in fase acuta che cronica, modulando la sintesi delle prostaglandine e dei mediatori della flogosi.
2. Effetto Analgesico (Contro il Dolore)
Stimola la produzione di endorfine endogene (i nostri "antidolorifici naturali") e riduce la presenza di sostanze che trasmettono il segnale del dolore alle terminazioni nervose.
3. Migliore Ossigenazione dei Tessuti
L'ozono rende i globuli rossi più elastici e deformabili, permettendo al sangue di scorrere più facilmente anche nei capillari più piccoli. Inoltre, facilita il rilascio di ossigeno dal sangue ai tessuti periferici, migliorando la vitalità cellulare.
4. Protezione Cardiovascolare e Antitrombotica
Favorisce la produzione di ossido nitrico (NO) da parte delle arterie, migliorando la microcircolazione e contrastando l'aggregazione delle piastrine. Studi recenti hanno evidenziato la sua utilità anche nel normalizzare parametri della coagulazione (come il D-dimero) in patologie infiammatorie complesse.
5. Rigenerazione e Anti-Aging
Attraverso il potenziamento dei sistemi enzimatici interni, la terapia esercita un'azione protettiva sul DNA e sulle proteine del nucleo, contrastando i processi degenerativi legati all'età.
In sintesi: L'ossigeno-ozonoterapia "allena" il sistema biologico a diventare più resistente alle aggressioni esterne e ai processi infiammatori, ristabilendo l'equilibrio naturale del corpo.
PATOLOGIE TRATTATE CON OZONO TERAPIA NEGLI STUDI DELLA DOTT.SSA ZANIN
La letteratura scientifica gli riconosce ampiamente una efficacia terapeutica almeno pari a quella di altri
trattamenti per numerosi patologie (osteoarticolari, vascolari, dermatologiche, ematiche e immunologiche),
sottolineando sia la bassa incidenza di effetti collaterali dovuti all'azione propria del gas, sia quella di
complicanze relative alle tecniche di applicazione nel rispetto delle Linee Guida.
La terapia con ozono miscelato a ossigeno è indicata nei campi di terapia:
- del dolore
- delle malattie infiammatorie
- delle malattie degenerative
- delle malattie circolatorie
- delle malattie infettive
- delle malattie gastro-intestinali
- delle malattie metaboliche
- Delle affezioni allergiche
- Delle malattie auto-immune
- Delle affezioni neoplastiche
- Nella medicina estetica
- Del anti-aging
L’ossigeno-ozonoterapia viene oggi proposta :
• Nelle patologie legate al dolore.
- fibromialgia,
- vulvodinia
• Nelle patologie infettive:
- batteriche (colibacillosi, prostatiti, vaginiti, endometriti, sinusiti croniche, otiti croniche,..),
- micotiche (dermatologiche, ginecologiche, intestinali),
- virale (herpes zoster, herpes simplex, riattivazione della Mononucleosi Infettiva e del citomegalovirus, epatite A,B,C, COVID e POST-COVID,...). I studi recenti hanno dimostrato l’importanza dell’ozonoterapia nella cura del COVID19. Nel COVID 19 la via di trascrizione genica Nrf2 è spenta. La terapia sistemica con ossigeno-ozono è in grado di riattivarla con numerose ripercussioni antiinfiammatorie, antiossidante ed antitrombotica piastrinica. In più, l’HO-1 (hème ossigenasi 1) prodotta dall’attivazione della Nrf2 con l’ozono stabilizza il fattore di trascrizione HIF-alfa, regolatore chiave della risposta dell’organismo all’ipossia COVID,ma non solo perché up-regola i recettori ACE-1, riducendo quindi l’espressione di ACE-2 (proteine di membrana di tipo 1), recettore della proteine spike S1 del SARS-COV 2 sulla membrana cellulare umana. HIF-1alfa riduce quindi la diffusione del SARS-COV2 nell’organismo.
- parassitarie,
- sepsi grave,
• Nelle affezioni epato gastro enterologiche e metaboliche:
- epatite cronica, cirrosi epatica, malattia infiammatoria cronica dell'intestino,
- Morbo di Crohn, retto colite ulcerosa, colite mucosa, diverticolite, gastrite,
- disbiosi intestinale, meteorismo, colon irritabile, diarrea o stipsi cronica,
- fistole anali, proctiti, eczema anale, ragadi e sindrome emorroidarie,
- iperlipidemia, malattie del ricambio (diabete, sindrome ipoglicemica).
• Nelle affezioni ginecologiche:
- candidosi vaginale e vaginite batteriche, endometrite e salpingite resistente ai antibiotici,
- annessiti, resistente all'antibioterapia, bartoliniti.
- infertilità e procreazione medicalmente assistita.
• Nelle affezioni urologiche:
- cistite croniche o iterative, cistite interstiziale,
- prostatite croniche,
• Nelle affezioni dermatologiche:
- foruncolosi, ascessi, verruche, acne, eczemi, psoriasi, alopecia androgenetica, micosi, eczemi,
- herpes simplex (orale e sessuale),
- herpes zoster,
- piaghe da decubito e diabetiche, cancrena, dermatiti,
- lipodistrofia (cellulite),
- sclerodermia.
•sindrome da affaticamento cronico, depressione,
•cefalee, emicrania, cefalea muscolotensiva, cefalee vasomotorie, cefalee a grappolo,.
• Nella medicina estetica:.
- lipodistrofia (cellulite), rughe, elasticità dei tessuti,
- cheloidi e cicatrici post operatorie,
- telangectasie (capillari), insufficienza venosa, flebopatie, capillari, varici, linfedema arti inferiori.
• In medicina interna:
- sindrome della stanchezza cronica,
- insufficienza renale cronica anche in trattamento dialitico,
- alterazioni dei componenti del sangue,
- immunodeficienze acquisite,
- malattie auto-immuni : tiroiditi, vasculiti, sclerosi multipla, connettiviti, lupus eritematoso, fibromialgia, artrite reumatoide, polimialgia reumatica, malattie infiammatorie croniche intestinali, sindrome de Raynaud.
• Nella geriatria e la medicine anti-aging :
per le sue proprietà rivitalizzante sui tessuti vittima di infiammazione, arteriosclerisi e degenerazione. L'ossigeno-ozono terapia ha una buona risposta terapeutica, pertanto il risultato terapeutico auspicato non può essere garantito ad ogni singolo paziente, ne può essere considerato conclusivo/definitivo, rientrando in un percorso terapeutico con necessità di futuri richiami per mantenere I' efficacia del risultato ovvero in caso di ricomparsa del problema.
Come accade in tutte le cure e trattamenti medico-chirurgici, anche per la terapia con ossigeno-ozono è possibile:
- una mancata o parziale risposta terapeutica,
- una recidiva della sintomatologia dopo un periodo di tempo variabile.
I risultati terapeutici dell'ossigeno-ozonoterapia sono variabili secondo le patologie e II loro stadio di gravità; si può consultarli nelle pubblicazioni medico-scientifiche.
TECNICHE D’ IMPIEGO DELL'OSSIGENO-OZONO
L'iniezione è eseguita, previa accurata disinfezione della cute, con aghi sottili, sterili monouso. Successivamente si procede all'iniezione della miscela gassosa in modo sicuro ed accurato, utilizzando apposite siringhe e filtri antibatterici , garantendo un'adeguata asepsi.
INIEZIONE DI OZONO
L'iniezione è eseguita, previa accurata disinfezione della cute, con aghi sottili, sterili monouso. Successivamente si procede all'iniezione della miscela gassosa in modo sicuro ed accurato, utilizzando apposite siringhe e filtri antibatterici (22 micron), garantendo un'adeguata asepsi. La miscela di ossigeno- ozono ha concentrazione variabile (7-30 mcg/ml), in dosi frazionate da 2-20 ml a seconda della sede, malattia e tollerabilità.
- Iniezione intradermica e/o sottocutanea nei punti miofasciali dolorosi (trigger points) di 3 a 5 ml di miscela ossigeno-ozono con concentrazione di 6 a 9 mcg/ml.
L'infiltrazione intra dermica e sotto cutanea dei triger points ha anche per azione riflessa (come già dimostrato in agopuntura e in neuralterapia) un beneficio sul dolore attraverso l'attivazione del "gate System control" che contrasta l'ingresso dello stimolo doloroso nel nostro sistema nervoso centrale, nonché sulla riequilibrazione del sistema neurovegetativo (bilancia parasimpatico /ortosimpatico).
- Iniezione sottocutanea nella panniculite edematosa fibrosclerotica (PEFS o cellulite) e dei depositi adiposi locali . La cute è disinfettata e dopo aver individuato le zone di maggior pannicolopatia, si inserisce un ago sottile da mesoterapia ad una profondità compresa tra 3 e 5 mm (in relazione allo spessore del tessuto sottocutaneo). Quindi si procede con un’aspirazione rotata per escludere l’accidentale posizionamento della punta dell’ago all’interno d’un vaso venoso o arterioso, e si inietta 2 a 3 ml di miscela ossigeno-ozono per punto con concentrazione di 5 a 7 mcg/ml con per un volume totale per seduta inferiore a 150 ml. Dopo le infiltrazioni di punti omogeneamente distribuiti sulla superficie cutanea, con una distanza di 5 – 10 cm tra loro, si consiglia di eseguire massaggio linfodrenante o pressoterapia. Il minimo intervallo tra due sedute è di 3 giorni e il numero di infiltrazioni per ciclo è di 10 – 15. Si può fare da un a due cicli all’anno o delle sedute di richiamo ogni 2 mesi. Si consiglia l'associazione alla via sistemica per una maggior efficacia,
- infiltrazioni intralesionali cutaneo-mucose ( acne, lichen vulvare, infezioni locali da Papilloma Virus HPV o
verruche cutanee)
-iniezione sottocutanea per rivitalizzazione della cute (viso e decolleté) e trattamento delle rughe.
INSUFFLAZIONE DI OZONO
- La via sistemica rettale con l'insufflazione settimanale o bisettimanale lenta nel colon-retto della miscela attraverso l'ano (disbiosi del colon, colibacillosi, Morbo di Crohn, Colite mucosa, intestino atonico o spastico, emorroidi, eczema anale) o in sostituzione dell'auto-emoterapia quando contro-indicata o di realizzazione difficile, per il trattamento integrato di numerosi patologie infiammatorie, infettive, vascolari, neurologiche, degenerative, auto-immune, trofiche (ulcere cutanee), algiche (fibromialgia), metaboliche, allergiche, neoplastiche, stanchezza cronica.
A causa del riflesso gastro-colico è raccomandato il digiuno nelle due ore precedenti la seduta. Il paziente deve effettuare un clistere evacuativo prima della seduta. In posiziona prona o in decubito laterale la miscela gassosa viene somministrata mediante un catetere rettale ozono compatibile (diametro 18Ch, lunghezza 15 cm) e lubrificato attraverso l'ano. Il catetere viene introdotto delicatamente per circa 8 – 10 cm per raggiungere
l’ampolla rettale. Il volume va fino ad un massimo di 250 ml di gaz con concentrazione di ozono tra le 20 mcg/ml e le 40 mcg/ml. L’insufflazione è lenta e progressiva. Il numero di insufflazioni per ciclo è di 10 – 15 con cadenza bisettimanale o settimanale in relazione alle patologie e alla loro attività. Il minimo intervallo tra un’insufflazione e la successiva è di 3 giorni. L’intervallo tra un ciclo e il successivo è di 1 – 6 mesi, a seconda della fase (attacco o mantenimento). Al termine del trattamento, il paziente assumerà progressivamente le posizioni supina, seduta e eretta verificando l’assenza di sintomatologia vertiginosa o vagale.
La concentrazione d’ozono scelta è progressivamente crescente e rispetta quale consigliate nelle linee-guida in vigore secondo la patologia da trattare.
- insufflazione nelle fistole cutanee (post chirurgia o ano-rettali o in osteomielite acuta o cronica) di una miscela ossigeno-ozono alla concentrazione di 10 a 80 mcg/ml, con un catetere vescicale ozono compatibile, lubrificato 12 o 14 Ch di 10 - 20 cm di lunghezza. Dopo lavaggio della fistola con soluzione fisiologica o acqua ozonizzata a 25 mcg/ml, si procede lentamente a l’insufflazione della miscela ossigeno-ozono, per riempire la cavità. Quindi si chiude il catetere e si lascia nella fistola 15 minuti. Le prime sedute sono a scopo battericidi, con concentrazioni di ozono alte, poi a concentrazioni regressive per ottenere una cicatrizzazione con le basse concentrazioni di ozono.
- insufflazione vaginale per le infezioni dell'apparato genitale (vaginiti, vulvite acute e croniche batteriche,
parassite, micotiche e virale (HPV e HSV2), la dispareunia, l’atrofia o la distrofia vulvo-vaginale, di 80 a 120 ml di una miscela ossigeno-ozono alla concentrazione di 30 a 50 mcg/ml, con un catetere vescicale ozono compatibile, lubrificato, di diametro 12 o 14 Ch e di 20 cm di lunghezza, delicatamente introdotto attraverso l’aditus vaginale per circa 10 cm. La somministrazione della miscela gassosa si fa velocemente per distendere le pliche vaginale ed estendere la superficie di contatto con la mucosa. Al termine del trattamento, la paziente rimane in decubito ginecologico il tempo necessario, quindi assumerà progressivamente le posizioni supina, seduta e eretta verificando l’assenza di sintomatologia vertiginosa o vagale. Si pratica 2 – 3 insufflazioni ogni settimana per un totale in relazione alle patologie a alle loro fase di attività. E consigliato associare la terapia con lattobacillus crispatus orale e intravaginale per qualche mese.
- insufflazione uterina per le endometrite batteriche resistente alle cure antibiotiche.
Paziente in posizione ginecologica, con speculum vaginale, dopo accurata disinfezione della cavità vaginale e del cervice uterina con una soluzione di iodopovidone al 10% di iodio, viene delicatamente introdotto attraverso
l’orifizio della cervice uterina con pinza e guanti sterili, un catetere ozono compatibile CH 8 x 20cm sterile per
circa 4 cm, quindi si procede lentamente a l’insufflazione di 7 a 10 ml di miscela ossigeno-ozono alla concentrazione di 5 a 40 mcg/ml.
Al termine del trattamento, la paziente rimane in decubito ginecologico il tempo necessario, quindi assumerà
progressivamente le posizioni supina, seduta e eretta verificando l’assenza di sintomatologia vertiginosa o vagale. Si pratica 1 insufflazione ogni settimana per un totale di 3 / 5 insufflazioni. E consigliato associare la terapia con lattobacillus crispatus orale per qualche mese.
- insufflazione vescicale E’ indicata per le infezioni dell'apparato urinario (resistente o recidivanti) e la cistite interstiziale Paziente in posizione ginecologica, dopo accurata disinfezione della zona uretrale con una soluzione di iodopovidone al 10% di iodio, viene introdotto con guanti sterili, un catetere vescicale CH 12 x 40cm sterile, lubrificato con gel sterile con lidocaina, quindi si procede lentamente a l’insufflazione di 50 a 100 ml di miscela ossigeno-ozono alla concentrazione di 10 a 25 mcg/ml. Al termine del trattamento, il/la paziente rimane in decubito ginecologico il tempo necessario, quindi assumerà progressivamente le posizioni supina, seduta e eretta verificando l’assenza di sintomatologia vertiginosa o vagale. Si pratica 1 – 2 insufflazioni ogni settimana per un totale in relazione alle patologie a alle loro fase di attività.
AUTOEMOTRASFUSIONE CON OZONO (GAET)
La miscela ossigeno-ozono si lega all'emoglobina nei globuli rossi e da origine ad i ROS (Reactive Oxygen Species, radicali liberi dell'ossigeno), quali in circa 30 minuti inducono il rilascio delle proteine transcriptase Nrf2 all'origine dell'espressione di 250 geni citoprotettivi che producono enzimi anti-ossidanti, antiinfiammatori, neurotrofici e di detossicazione . La AHT contribuisce quindi all'abbattimento degli stati infiammatori dolorosi ed è auspicabile se non opportuno associarla alle infiltrazioni locali. I protocolli, decisi dopo approfondita anamnesi eseguita durante la visita medica, possono essere indicati; in svariate patologie, quali a titolo esemplificativo:
vascolopatie periferiche e ulcere dell'arto inferiore anche diabetiche, patologia del microcircolo, maculopatia
degenerativa retinica secca, epatopatie, ulcera da decubito, Herpes simplex, Herpes Zoster, epatite B, epatite C, HIV, Sclerosi Laterale Amiotrofica, Sclerosi Multipla, Parkinson, Alzheimer, acne, allergie, cefalee gravi, artrite reumatoide, fibromialgia, stanchezza cronica, asma bronchiale, BPCO, retto colite ulcerosa, decadimento fisico/mentale, psoriasi, adiuvante nella terapia oncologica, infezioni croniche sia batteriche che micotiche, stress psicofisico e altre malattie vascolare, neurologiche, reumatologiche , internistiche di origine degenerative, genetica o autoimmune.
Il paziente è seduto o supino con il tronco leggermente sollevato. Dopo controllo dei parametri cardio-vascolari e posizionamento in asepsi di un accesso venoso periferico con laccio emostatico e agocanula tra i 100 e i 200 ml di sangue venoso dal paziente con dispositivi medici ozono resistenti, apirogeni e ad alta tecnologia con idonea qualificazione CE: bottiglia sterile in vetro a pressione negativa con anticoagulante (citrato
di sodio nel rapporto da 1:10 con il volume di sangue che si intende prelevare) o in sacche di plastica ozono resistente (in conformità con i regolamenti dell’Unione Europea), in cui si aggiungono mediante microfiltrazione tra i 100 e i 200 ml di miscela ossigeno-ozono (20-40 mcg/ml). Il volume di miscela ossigeno-ozono inserita è uguale al volume del sangue prelevato (rapporto 1:1). L’introduzione del gas nel flacone si effettua progressivamente con l’aiuto del clamp a roller per evitare che il gas arriva in contatto col sangue troppo
bruscamente. Il flacone è provvisto di un diffusore di gas ad ombrellone che permette la diffusione del gas nel sangue in una moltitudine di micro-bolle facilitando la loro rapida solubilizzazione grazie all’aumento dell’interfaccia gas/liquido. Quindi si miscela delicatamente sangue e gas, fino a completa solubilizzazione con unmovimento lento di bascula del flacone, durante 2 – 5 minuti. e si rinfusa il sangue ozonizzato per la stessa linea con camera di gocciolamento dotata di filtro per macro-aggregati, senza interrompere il circuito. Alla fine della somministrazione completa si rimuove l’agocanula e si applica una medicazione compressiva per circa 6 minuti.
Quindi il paziente assume progressivamente le posizioni seduta e eretta e si verifica l’assenza di sintomatologia vertiginosa o vagale Un ciclo di AHT comprende 7 – 10 sedute settimanali o bisettimanali con richiami mensili se necessario.
EFFETTI INDESIDERATI E COMPLICAZIONI
DELL'OZONOTERAPIA
Il nostro organismo possiede sistemi antiossidanti che impediscono, fino a determinate dosi di ozono, l'insorgenza di effetti indesiderati da parte del gas. La quantità di ozono usata comunemente nelle sedute terapeutiche (1-40 microgrammi ogni millilitro di ossigeno per le vie parenterali, 1- 60 per l'uso topico) non supera la capacità dei sistemi antiossidanti intrinseco. Quindi, alle dosi terapeutiche e per le comuni vie di somministrazione, l'ozono è da ritenersi privo di tossicità.
La sicurezza dell’assenza di tossicità delle basse concentrazioni di ozono è stata confermata dallo studio di Scassellati C, et al. nel 2017 effettuato su delle cellule neuronali SH-SY5Y coltivate. Le analisi molecolari e la microscopia elettronica combinate hanno dimostrato che l’ozonizzazione lieve (come quella usata in terapeutica) non influenza la proliferazione o la morte delle cellule, mentre induce la modulazione dei geni coinvolti nella risposta allo stress cellulare (HO-1, ERCC4, CDKN1A) e nella trascrizione dell’RNA (CTDSP1) senza alterare l’ultrastruttura dei nuclei né la vitalità cellulare. La procedura viene in genere ben tollerata dal paziente.Le iniezioni nelle parti molli inducono una sensazione di bruciore e senso di pesantezza o tensione locale o dolore, che si risolvono spontaneamente in alcuni minuti. Sono causati dalla distensione meccanica del tessuto muscolare da parte della miscela gassosa di ossigeno-ozono.
Le possibili reazioni vagali (sensazioni di calore con rossore al viso, formicolio, cefalea, perdita di forza agli arti, sudorazione, bradicardia, ipotensione con alterazione del ritmo cardiaco, pallore del volto, lipotimia, sincope) sono in genere transitori ed a risoluzione spontanea in pochi minuti con paziente supino in posizione di Trendelemburg.
CONTROINDICAZIONI ALL'OZONO TERAPIA
Gravidanza, deficit di glucosio-6-fosfatodeidrogenasi, G6PDH (favismo) solo per somministrazioni sistemiche (non rappresenta controindicazione per trattamenti infiltrativi locali), ipertiroidismo (malattia di Basedow Graves) severo clinicamente manifesto e non controllato, gravi malattie cardiovascolari e/o ematologiche e/o respiratorie e/o infettive in fase clinica di scompenso, ipertensione arteriosa non controllata.
CONTROINDICAZIONE LEGALE : attività sportiva agonistica
In accordo con il Codice Mondiale Anti-doping, la legge italiana L.N. 376/2000 e il suoi decretti del 26/08/2016 (G.U. Serie generale n.199, supp. Ord. n.37) e del 11/06/2019 (G.U. Serie generale n.221, supp. Ord. n.38, Allegato I) stipola : “Metodi proibiti : M1 Manipolazione del sangue e dei componenti del sangue. Sono proibiti i seguenti metodi : 1. La somministrazione o reintroduzione nel sistema circolatorio di qualsiasi quantità di sangue autologo... 2. potenziamento artificiale dell'assorbimento, del trasporto o del
rilascio di ossigeno.” Ossigeno e Ozono non sono sostanze dopante, quindi possono essere usate in medicina sportiva per
effettuare infiltrazioni come per la cura delle lombosciatalgie da ernia del disco o delle tendinite. Solo la via
sistemica è proibita dallo sportivo agonistico, durante tutto l'anno di iscrizione agonistica. Invece, i sportivi
non agonistici non hanno limitazione legale per usufruire di tutte le vie di somministrazione dell'ozonoterapia.
