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Quando iniziare a fare i primi esami per la fertilità? L'importanza del fattore tempo (e dell'età materna)

Cercare una gravidanza è un percorso unico, fatto di emozioni, speranze e, talvolta, di momenti di attesa che possono generare ansia. Una delle domande che sento rivolgermi più spesso nelle mie sedi di Modena e Sassuolo è: "Dottoressa, proviamo da qualche mese ma il test è negativo. Dobbiamo iniziare a fare degli esami per la fertilità?"

La risposta corretta non è universale, ma dipende in gran parte da una variabile biologica fondamentale: l'età della donna. Il tempo di attesa considerato "fisiologico" prima di avviare un percorso di screening approfondito della fertilità di coppia cambia, infatti, in base alla nostra riserva ovarica e alla qualità ovocitaria, due fattori strettamente legati agli anni che passano.

Vediamo insieme come orientarsi e quando è il momento giusto per approfondire.


una donna preoccupata perchè non riesce ad avere una gravidanza e deve eseguire gli esami preconcezionali

Il mio consiglio: partire sempre dagli esami preconcezionali


Prima ancora di analizzare le finestre temporali di attesa, ci tengo a fare una premessa fondamentale. Indipendentemente da quanti anni hai, il mio consiglio per ogni coppia che decide di cercare un bimbo è quello di programmare una valutazione preconcezionale completa prima di iniziare i tentativi.

Questo screening iniziale non serve solo a verificare lo stato di salute generale (esami del sangue di routine, immunità alla rosolia e alla toxoplasmosi, assunzione di acido folico), ma dovrebbe sempre includere due indagini predittive cruciali per conoscere la propria riserva ovarica:

  1. Il dosaggio dell'Ormone Antimulleriano (AMH): un semplice prelievo di sangue che ci dà una stima del patrimonio ovocitario residuo.

  2. L'ecografia pelvica con la conta dei follicoli antrali (AFC): un esame ecografico mirato che permette di visualizzare e contare i piccoli follicoli presenti nelle ovaie all'inizio del ciclo.


Avere questa "fotografia" biologica iniziale ci permette di capire subito se abbiamo il tempo dalla nostra parte o se, invece, la riserva ovarica suggerisce di essere più proattivi, evitando di perdere mesi preziosi in attese infruttuose.


Le finestre di attesa in base all'età

Se gli esami preconcezionali (compresi AMH e conta dei follicoli antrali) confermano una situazione iniziale ottimale, allora possiamo seguire i tempi di attesa standard suggeriti dalle linee guida scientifiche prima di passare a esami di secondo livello più complessi:


1. Se hai meno di 35 anni: la virtù della pazienza (12 mesi)

Se hai meno di 35 anni, i controlli preconcezionali sono a posto e non ci sono patologie note, il consiglio è di attendere 12 mesi di rapporti liberi e mirati prima di sottoporsi ad accertamenti più invasivi (come lo studio della pervietà tubarica o esami di secondo livello per il partner).

  • Perché? Statisticamente, circa l'80-85% delle coppie giovani ottiene una gravidanza entro il primo anno di tentativi. Superare i 6 mesi senza successo può spaventare, ma spesso serve solo un po' di tempo in più. In questo anno, l'attenzione dovrebbe concentrarsi sullo stile di vita, sulla nutrizione integrata e sul riconoscimento della propria finestra fertile.


2. Se hai tra i 35 e i 39 anni: ottimizzare i tempi (6 mesi)

A partire dai 35 anni si assiste a un fisiologico e progressivo calo della riserva ovarica e della qualità degli ovociti. Se dopo aver eseguito la valutazione preconcezionale iniziale non si ottiene il concepimento entro 6 mesi di tentativi mirati, è fondamentale scattare con gli approfondimenti successivi.

  • Perché? In questa fascia di età, il tempo diventa una risorsa preziosa. Anticipare i controlli mirati a 6 mesi permette di identificare tempestivamente eventuali piccoli ostacoli e di intervenire con strategie terapeutiche mirate o percorsi di procreazione medicalmente assistita (PMA), se necessari.


3. Se hai 40 anni o più: l'approccio proattivo immediato

A 40 anni e oltre, la regola dell'attesa non si applica. In questo caso, la valutazione preconcezionale con dosaggio dell'AMH ed ecografia per i follicoli antrali va eseguita immediatamente, e gli esami di approfondimento sulla fertilità di coppia vanno avviati subito o al massimo entro i primi 3 mesi di tentativi.

  • Perché? La probabilità di concepimento spontaneo per ciclo si riduce e aumenta la percentuale di interruzioni spontanee della gravidanza. Conoscere subito i propri valori biologici permette di impostare una strategia efficace e personalizzata senza attendere che il potenziale riproduttivo si riduca ulteriormente.


Le eccezioni alla regola: quando non bisogna mai aspettare prima di eseguire gli esami per la fertilità?

Esistono situazioni in cui, a prescindere dall'età e prima ancora di calcolare i mesi di tentativi, è necessario pianificare subito un percorso di diagnostica della fertilità. I campanelli d'allarme principali includono:

  • Cicli fortemente irregolari o assenti (amenorrea): segno di una possibile anovulazione (mancata ovulazione).

  • Storia di endometriosi o adenomiosi: condizioni che possono influire sulla qualità ovocitaria e sulla pervietà delle tube.

  • Precedenti interventi chirurgici a carico delle ovaie, dell'utero o delle tube.

  • Malattie infiammatorie pelviche (PID) o infezioni pregresse da Clamidia.

  • Fattori maschili noti: storie di criptorchidismo, interventi o traumi testicolari nel partner.


L'importanza di uno sguardo integrato

Cercare una gravidanza non significa solo fare i conti con il calendario o con i valori numerici di un esame di laboratorio. Il corpo va visto nella sua totalità. Spesso, oltre alla riserva ovarica, ottimizzare l'equilibrio del microbiota intestinale e vaginale, correggere i deficit micronutrizionali, ridurre l'infiammazione silente e supportare il benessere psicofisico della coppia sono passi determinanti per migliorare la ricettività uterina e la qualità dei gameti.


Se state pianificando una gravidanza e desiderate iniziare questo percorso con le giuste informazioni e una valutazione su misura, potete fissare una consulenza nei miei studi. Valuteremo insieme la vostra storia per capire come supportare al meglio la vostra fertilità, con serenità e precisione medica.




  • Practice Committee of the American Society for Reproductive Medicine (ASRM). Diagnostic evaluation of the infertile female: a committee opinion. Fertility and Sterility, 2021. (Questo studio definisce gli standard internazionali sulla riduzione dei tempi di attesa da 12 a 6 mesi sopra i 35 anni).

  • Practice Committee of the American Society for Reproductive Medicine. Testing and interpreting measures of ovarian reserve: a committee opinion. Fertility and Sterility, 2020. (La linea guida di riferimento che valida l'accuratezza clinica del dosaggio dell'AMH e della conta dei follicoli antrali come marker predittivi).

  • National Institute for Health and Care Excellence (NICE). Fertility problems: assessment and treatment (Clinical Guideline CG156). Ultimo aggiornamento/revisione. (Linee guida europee che definiscono i tempi di attesa biologici e l'efficacia dello screening preconcezionale).

  • Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO) / Ministero della Salute. Linee guida e raccomandazioni nella tutela della fertilità e nella consulenza preconcezionale. (Il riferimento istituzionale italiano per lo screening preconcezionale e la gestione del fattore età).

  • Broekmans, F. J., et al. Anti-Müllerian hormone in the assessment of ovarian reserve: clinical utility and future perspectives. Human Reproduction Update, 2015. (Uno dei capisaldi della letteratura scientifica sull'utilizzo clinico dell'AMH nella valutazione della riserva ovarica).

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Dott.ssa Renata Zanin Ginecologa - Studi Ostetrico Ginecologici - info@ginecologazanin.it

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